Fine millennio all'Avana
Feltrinelli, pp. 176, lire 23.000
A metà millennio Colombo sbarcava sulla terra più bella del mondo ancora ignoto, avviando
la rapida scomparsa dei suoi indigeni.
Con nuove genti venute dall'Europa e dall'Africa, l'isola ha conservato la sua dolcezza d'acque,
cieli e fiori e continuato a fumare tabacco, ma ha conosciuto l'urlo della
schiavitù e gli scoppi delle rivolte, il rapimento della danza e l'oblio del rum, il sussulto
del sesso e il cedimento dello sconforto, i tuoni della storia e il gocciolio della povertà.
In un quotidiano tinto d'assurdo, tra crimini e spettri, fascino e macerie, cartoline e fughe, deliri
dei sensi e della ragione, le voci più animose e spietate della narrativa scritta a Cuba oggi
raccontano un paese che, irriducibile nel suo sogno di felicità, continua a macinare dolore,
differenza e canna da zucchero.
Tornano qui i migliori talenti della squadra di A labbra nude e alcune scoperte recentissime,
con più spazio per pagine forti e inconsuete sulla difficile vicenda dell'isola rivoluzionaria.
Lo spunto di partenza di queste storie è riconducibile ai filoni poliziesco, erotico o di
realismo magico-grottesco, ma tra le accese tinte della passione o il buio del delitto si avverte
il riflesso inebriante, violentemente tenero, della perla delle Antille.
Ecco così susseguirsi un misterioso popolo di nani contrabbandieri che occupa il sottosuolo
dell'Avana, la saga di otto adultere esordienti e del loro seduttore, un angelo che offre a un
moribondo di riscrivere il copione della sua vita, lo scontro tra ordine repressivo e ribellismo
giovanile, l'incontenibile sensualità caraibica divisa tra gelosia e sfrontatezza, una famiglia
afrocubana che si moltiplica in esemplari sempre più bizzarri, l'incanto e la miseria gomito a
gomito in una terra piena di contraddizioni, che attrae e soffoca, esalta e consuma, perch´,
come conclude un personaggio: "C'è sicuramente di meglio e di peggio al mondo che vivere a Cuba.
Ma niente che gli somiglia. Niente che dia tanto struggimento a chi qui non c'è mai venuto e
niente che lasci tanta nostalgia in chi non se n'è mai andato."
Il libro contiene racconti di Arturo Arango (Manzanillo 1955), Alexis Dìaz Pimienta
(L'Avana 1966), Michel Encinosa Fú (L'Avana 1974), Adelaida Fernández de Juan
(L'Avana 1961), Miguel Mejides (Nuevitas 1950), David Mitrani Arenal (L'Avana 1966), più un
lungo testo che ho scritto a quattro mani con José Miguel Sánchez "Yoss" (L'Avana 1969)
e che racchiude la spiegazione del titolo dato al libro.
Una recensione presso il Café Letterario a cura di Alice.it è alla pagina
web http://www.librialice.it/cafeletterario/031/cafelib.htm
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