--Teatro Cubano

Reinaldo Montero, nato a Ciego Montero nel 1952 e laureato in lettere presso l'università dell'Avana, ha pubblicato le raccolte poetiche En el año del cometa (L'Avana, 1986), En este café de Ronda (Ronda, Spagna 1992) e Sin el permiso de Mussorgski (L'Avana, 1992), le opere teatrali Con tus palabras (L'Avana, 1987), Memoria de las lluvias (L'Avana, 1989) e Historias de Caracol (L'Avana, 1994), e i volumi di racconti Donjuanes (L'Avana, 1986), Fabriles (L'Avana, 1988), El suplicio de Tántalo (otra vez) (L'Avana, 1994) e 6 mujeres 6 (edizione bilingue spagnolo-portoghese, San Paolo, Brasile 1994).
In italiano è stato pubblicato il suo racconto "Happiness is a warm gun", Cary says nel volume collettivo a mia cura A labbra nude. Racconti dall'ultima Cuba (Feltrinelli, Milano 1995, pp.78-82).
Ha anche scritto la sceneggiatura dei film El vals de La Habana Vieja, del regista Luis Felipe Bernaza (ICAIC, L'Avana 1989), Bajo presiòn, del regista Víctor Casaus (ICAIC, L'Avana 1991), e El encanto del regreso, diretto da Emilio Oscar Alcalde (ECIFAR, L'Avana 1992). Con il "Grupo Teatro Estudio" e con la "Compañía Hubert de Blanck" ha seguito l'allestimento di più di trenta opere teatrali, di autori che vanno da Aristofane a Shakespeare, da Arthur Miller a Virgilio Piñera.
Con questa Medea, che ora esce da me tradotta in italiano, ha vinto nel 1996 la prima edizione del Premio "Italo Calvino" per scrittori cubani, patrocinato dall'Ambasciata d'Italia a Cuba e dalla rivista "Unión" dell'Unione degli scrittori e artisti cubani. La giuria mista era composta da Guillermo Rodríguez Rivera, Abilio Estévez, Omar Pérez, Aldo Garzia, Silvio Mignano e il sottoscritto. L'opera è stata messa in scena dal regista Abelardo Estorino al teatro Hubert de Blanck dell'Avana nel 1997. Anche in queste pagine si può apprezzare la forte personalità letteraria di Montero, montero caratterizzata da un'estrema raffinatezza stilistica, capace di ottenere effetti che vanno dal barocco al popolare, dal sentenzioso allo sguaiato, dal dolente al faceto, in un generale abbattimento di frontiere che accomuna massimi sistemi e minime manie, bassezze ed emozioni, umorismo e rabbia, stoltezza e acume.
Eccezionale funambolo di parole e storie, Montero sa proporre nelle sue opere miti, episodi storici, momenti di quotidianità con un talento che rende vivi e indimenticabili i suoi personaggi. Vince addirittura la difficile scommessa di risultare al tempo stesso radicato in una cultura e viaggiatore in infinite altre, falco e lumaca, eloquente ed enigmatico, cubano e universale.


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