Quelli che presento qui sono sette degli autori più significativi di una stagione poetica
molto ricca a Cuba, come testimoniano le antologie preparate da Norberto Codina
Los ríos de la mañana.
Poesía cubana de los 80 (Unión, L'Avana 1995),
Alicia Llarena, Poesía cubana de los años 80 (Ediciones La Palma, Madrid 1994)
e Jorge Yglesias Donde irrumpe la luz. 18 poetas cubanos (Diálogo, Colombia, 1995).
Nelle migliori composizioni di questi poeti, come in quelle altri loro coetanei, ad esempio
Reina María Rodríguez (1952), Marilyn Bobes (1955) e León de la Hoz (1957),
si avverte, pur senza rinunciare al lavoro sulla parola poetica, un tono disteso e insieme raccolto
di colloquio in versi, su casi quotidiani ed emozioni universali, come a distillare una riflessione
comprensibile, lasciare un messaggio magari timido, ma non narcisista né gratuito: una pagina
insomma che, senza essere comune, si possa mettere in comune.
Nella successione delle tre voci che presentiamo, c'è un graduale passaggio all'aspetto di prosa,
che in Padrón Barquín si declina in apologhi densi di risonanze se vi si legge in controluce
la vicenda di Cuba.
Un campionario della poesia cubana contemporanea dai classici (E. Diego, C. Vitier, R. Fernández
Retamar, P. A. Fernández, C. Oliver Labra, F. García-Marruz) alle ultime leve è
fornito dal poderoso
Anuario de Poesía de la Uneac 1994, mentre i giovanissimi hanno già almeno due
degne antologie,
El jardín de símbolos (a cura di José Rafael Vilar e Ricardo Alberto
Pérez, L'Avana 1995) e Un grupo avanza silencioso (a cura di Gaspar Aguilera
Díaz, Messico 1990).
Ho preparato, con Silvio Mignano, l'antologia L'isola che canta. Giovani poeti cubani
(Universale Economica Feltrinelli, 1998) che contiene un ricco concerto di queste voci.