Leggerezza
Camminare sulle nuvole è facile. Bisogna solo togliersi i vestiti, levarsi le scarpe e
avanzare a piccoli salti. La tragedia capita se abbiamo pensieri grevi, per esempio,
la notizia che nostra suocera verrà a stare da noi per un po', o il ricordo delle
promesse di un politico.
Valigie
All'aeroporto le valigie aspettarono pazientemente che le persone uscissero sul nastro
trasportatore, li presero per le braccia, si accertarono sui cartellini che la loro
identità fosse corretta, e se li misero dentro. Alla dogana le arrestarono per contrabbando
di materiale pericoloso.
Sopra è sotto e viceversa
All'inizio il cielo era grigio metallico. Un giorno, da quanto era pesante, cadde nel mare
e si tinse d'azzurro. Le schiume formarono le nubi, ai pesci che salirono molto in alto
spuntarono le ali e diventarono uccelli, le onde, cercando la via del ritorno, fecero tante
giravolte da generare i venti, la luna nacque da un banco di sabbia, e le stelle sono stelle
marine che preferirono continuare a galleggiare lassù… Se non mi credete, durante il prossimo
viaggio in aereo guardate attentamente dal finestrino. Potrete vedere tartarughe e delfini
che nuotano nell'aria. Per favore, avvertite il pilota di fare attenzione alle balene perché
sono in pericolo di estinzione.
Pirata aereo
L'uomo minacciò di abbattere l'aereo se non aprivano la porta e lo lasciavano uscire.
Gli spiegarono che era impossibile perché volavano a 12000 metri d'altitudine. "Non mi
importa," disse ed estrasse una pistola dalla tasca e la puntò contro i passeggeri, uno
dei quali, esperto di origami, fece un aeroplano di carta che il pirata aereo scambiò
soddisfatto con la sua pistola. "È che mi sento più sicuro a viaggiare con un aereo personale,"
disse alzando il suo aereoplanino di carta, su cui scappò attraverso uno dei finestrini.
Pisa
La sua mania di fare il bastian-contrario è tale, che girò la macchina fotografica perché
la Torre risultasse dritta nella foto, e fu lui a posare storto. Adesso si fa chiamare
"il turista inclinato di Pisa".
Problemi matrimoniali dell’Uomo Invisibile
Dopo una violenta discussione, la moglie dell'Uomo Invisibile se ne è andata di casa.
Lui l'ha cercata da tutte le parti ma non è riuscito a vederla. A volte è geloso dei poeti,
che parlano da soli, e dei pittori, che rimangono a fissare il nulla con l'espressione di chi
sta guardando una donna nuda.
Suoni del silenzio (1)
Avevano 35 anni ed erano sposati da 10. Erano sordomuti dalla nascita e durante tutta la
loro silenziosa vita matrimoniale si erano amati appassionatamente. La tecnologia medica,
armata di chips e cavi elettrici, restituì loro l'udito e la parola. Le prime parole di lui
furono: "Ti amo". La prima risposta di lei fu "Anch'io". Divorziarono la settimana seguente.
Lui non aveva la voce che lei si immaginava.
Suoni del silenzio (2)
Anni dopo, gli ex sordomuti si riconciliarono e decisero di sposarsi un'altra volta.
Promisero di non parlarsi mai più. E vissero silenziosamente felici.
Punto di vista
Da una parte vide un uomo che picchiava il figlio perché aveva fatto volare via il palloncino
rosso che gli aveva appena comprato. Dall'altra parte vide delle vecchiette sedute su una panchina
ad aspettare tranquillamente la morte. Di fronte vide una donna che si gettava in acqua, sopraffatta
dalla solitudine. Dietro vide un povero che chiedeva inutilmente la carità a passanti indifferenti.
"Quant'è grande questa gabbia e come soffrono i suoi abitanti!", pensò il leone del circo prima di
leccarsi i baffi.
Cromaticamente scorretto
Convocarono la stampa, installarono il podio, collocarono la bandiera. Il pannello coi colori arrivò appena qualche minuto prima che aprissero le porte e entrassero in massa i giornalisti. Luci, macchine da presa, ed ecco a voi il Ministro della Sicurezza Nazionale per informarvi che "dopo sei mesi di duro lavoro e grazie al fermo sostegno del Parlamento, abbiamo l'onore di presentarvi il nuovissimo e completo sistema di allarme per casi d'emergenza, progettato a costi altissimi con la partecipazione dei più autorevoli strateghi militari, i più rinomati psicologi e i più celebri artisti". Il ministro aggiunse che, a partire da quel momento, l'azzurro significava tranquillità, il verde stato d'allerta, il giallo allarme iniziale, l'arancione allarme medio, e il rosso massimo allarme. Pannello svelato, nastro tagliato, foto con sorrisi per la prima pagina. "Domande?" Il giapponese della terza fila si lamentò del fatto che il rosso, colore della sua bandiera, era stato selezionato per indicare il pericolo maggiore. L'afroamericano in fondo chiese perché il nuovo sistema non includeva il colore nero, per cui alcuni attivisti neri si misero a gridare dal corridoio di accesso, fin dove li lasciarono arrivare, che il sistema era discriminatorio. Un ecologista con occhialini e cravatta opinò che il verde e non l'azzurro doveva essere selezionato per rappresentare la tranquillità, mentre un pacifista con zaino e scarpe di corda disse a bassa voce che era vero il contrario. La critica più pungente, però, la mosse il daltonico, e dopo il suo intervento si aprì una lunga discussione sui diritti delle minoranze, l'esclusione dei non vedenti, l'indifferenza verso gli analfabeti funzionali, che provocò dure critiche della stampa, le dimissioni del Ministro della Difesa e la saggia decisione del Parlamento di considerare un nuovo progetto di codice cromatico che includerà, come ha promesso il Presidente, la scala dei grigi e persino i segnali di fumo.
Mille e un sogno
Carmen allungò tanto il racconto che stava narrando a Juan che entrambi si addormentarono profondamente. Allora sognarono che Carmen narrava a Juan una storia così lunga che entrambi si addormentavano profondamente e sognavano che lei gli narrava un racconto così lungo che entrambi si addormentavano… Quando si svegliarono, Carmen era stata decapitata. Juan pensò che era un sogno e volle svegliarsi però sognava solamente che decapitava Carmen mentre lei gli narrava un racconto durante un sogno in cui lui la decapitava mentre lei gli narrava un racconto in un sogno dove lui la decapitava… Si svegliò, e Carmen gli stava ancora narrando un racconto così lungo che entrambi si addormentarono profondamente...
(traduzione di Francesca Isnardi)
Luis Martín Gómez è nato a Santo Domingo nel 1962 da madre d’origine libanese e padre
spagnolo. Lavora come giornalista nella catena televisiva privata dominicana di maggior
ascolto, Canal 5. Prepara reportage su tematiche culturali e sociali e legge le notizie
al telegiornale della sera. Nel 1999 ha vinto il Premio nazionale per il racconto con
la raccolta Dialecto. Tre altri suoi testi sono inclusi nel volume a cura di Danilo
Manera I cactus non temono il vento. Racconti da Santo Domingo
(Feltrinelli 2000). Ha realizzato, su testo di Danilo Manera, il video L’isola regalata
incluso nell’omonimo libro (2002) delle edizioni Viennepierre di Milano. Questi frammenti sono
tratti dal suo libro Jukebox di sogni, edito nel 2003 da Perosini di Verona, a cura e con
prefazione di Danilo Manera.