| Sette poeti cubani di oggi | |
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Alex Fleites, nato a Caracas nel 1954 da esuli politici cubani, vive all'Avana fin dai primi anni della rivoluzione. Critico teatrale e giornalista, è stato caporedattore della rivista "El Caimán Barbudo" e attualmente lo è della rivista "Unión". Ha pubblicato i versi di Primeros argumentos (1974), Dictado por la lluvia (1976), A dos espacios (1983), De vital importancia (1984), Memorias del sueño (1989), El asesino de la mujer que pasa (1993) e Ómnibus de noche (1995), da cui traggo le poesie qui tradotte. In Italia è uscita una guida che Fleites ha scritto con Aldo Garzia, Cuba cultura (Teti, Milano 1997). | |
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Sì, Voltaire Non ci resta che cercare il migliore dei mondi impossibili |
Sull'estetica e il tempo C'è una certa bellezza nell'attesa Una bellezza triste Perché l'attesa passerà |
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Inverno per decreto La Prefettura di Governo comunica che questa mattina all'alba comincerà l'inverno Amanti, passanti e mendicanti devono prendere alcune precauzioni non lasciare il cuore all'intemperie camminare verso il sole nascente e, soprattutto, nutrire la fede che l'inverno è qualcosa di transitorio Giorni addietro, alcuni rivoltosi sono usciti in strada con cappotti e sciarpe in aperta sfida all'ordine pubblico Sono gli scontenti di sempre, quelli che vogliono prendersi l'inverno da soli, quelli che esigono il diritto al freddo desolante Ma il buon cittadino può aver fiducia La Prefettura controllerà la colonnina di mercurio affinché non scenda sotto i gradi ammissibili L'inverno durerà lo stretto necessario Vi terremo informati tramite la televisione e la radio |
La violenta tenerezza Era lì, incanutito, in mezzo alla gente che a quell'ora correva verso il lavoro Coi pantaloni abbattuti, le scarpe tristemente moderne, era come se per la prima volta non sapesse dove andare; come se a settanta e rotti anni non fosse più il padre di nessuno, né lo sposo di nessuno, e tantomeno il figlio di nessuno Io volevo gridargli che non smettesse di sbracciarsi, ma i clacson e la luce, ma la ruggine e la brezza corrosiva, ma la sua acredine e il mio essere inerme, e tante, tante cose, impedirono che almeno una volta gli facessi sentire la violenta tenerezza |
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