Vaupés. Il fiume di stelle e la palma della musica

Volume di grande formato con immagini di Graziano Bartolini e testi di Danilo Manera,
edito da Mario Riciputi & Marisa Zattini di Cesena, tel. 0547 21386.


Una sequenza di immagini a colori e in bianco e nero che sono il reportage romanzato
+ di un difficile ma straordinario incontro, basato sul rispetto e la disponibilità
all'ascolto nei confronti di genti e paesaggi.

Il Vaupés, dipartimento della Colombia coperto di foresta pluviale, è una vasta pianura d'erosione, con sporadiche dorsali di colline e terrazze antiche e qualche cima isolata. Il clima è equatoriale, caldo e umido, con frequenti precipitazioni. Su una superficie di 54.000 km2, un sesto dell'Italia, conta solo 22.000 abitanti. Non ci sono strade, impianti industriali, miniere o insediamenti significativi di coloni. È una delle zone a più elevata biodiversità del pianeta.

I contatti sistematici con i bianchi cominciarono alla fine del secolo scorso per l'estrazione del caucciù, che causò atroci abusi nei confronti degli indigeni, resi schiavi da mercanti criminali. Più di recente, il Vaupés è stato toccato da fenomeni come la caccia alle pelli pregiate, la guerriglia e il narcotraffico. Il capoluogo Mitú è l'unico centro di rilievo, con circa 7.000 anime. Qui sono concentrati bianchi e meticci, ma gli indigeni costituiscono oltre l'85% della popolazione del Vaupés, dove convivono più di venti etnie, parlanti lingue del gruppo tucano orientale, aruaco o macú. I più numerosi sono i Cubeo e i Tucano in senso stretto, poi nell'ordine i Desana, Guanano, Barasana, Macú, Siriano e Yurutí. La maggior parte del territorio, 36.000 km2, è protetta come resguardo, proprietà collettiva inalienabile a gestione autonoma.

Il fiume Vaupés, d'acque scure e povere di pesci, scorre sinuoso per un migliaio di km, di cui 660 in Colombia, quasi parallelo all'equatore, con lieve inclinazione da nordovest a sudest, fino a gettarsi, in territorio brasiliano, nel Rio Negro e confluire con lui nel Rio delle Amazzoni. I suoi affluenti principali in Colombia sono il Cuduyarí e il Querarí a sinistra e il Papurí a destra. Il confine meridionale della regione segue il corso dell'Apaporis, in cui sfocia il Pirá Paraná, fondamentale bacino di rifugio per le culture indigene. Sono tutti interrotti da affioramenti rocciosi che li punteggiano di rapide, come le scenografiche cascate di Yuruparí sul Vaupés e di Jirijirimo sull'Apaporis, rendendo assai difficile la navigazione e il passaggio dei pesci per deporre le uova più a monte.

Sui massi che emergono possenti dalle rapide rimangono in forma di petroglifi le tappe del viaggio dell'anaconda ancestrale che ha rimontato da est a ovest il corso dell'asse fluviale del cosmo, dalla Radice del Mondo (la foce del Rio delle Amazzoni) alle cateratte di Yuruparí. I disegni rupestri ricordano episodi del mito o remote dimore nelle quali ogni gruppo ha ricevuto un luogo originario, una lingua e delle conoscenze materiali e spirituali: piante del rito e cibi, danze e canti, recitativi e ornamenti, scongiuri e invocazioni sciamaniche.


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