G - r - a - z - i - a - n - o ------ B - a - r - t - o - l - i - n - i

Il fotografo Graziano Bartolini (Cesena 1958), vive a Longiano (FO) e predilige i reportage a tema sociale che consumano suole di scarpe oltre che rullini. Ha viaggiato quindi con l'obiettivo pronto in Marocco e in Egitto, in Irlanda del Nord, Eire e Scozia, in India e in Nepal, in Messico e in Patagonia. Da un decennio a questa parte ha un legame particolare con Cuba: ne sono nati il libro "Cuba: blanco y negro" e una mostra, esposta prima in diverse città italiane e nel novembre '97 alla Fototeca Nacional de Cuba. A fine 1998 è stata allestita all'Avana, presso la Casa de la Cultura del municipio di Plaza de la Revolución, una sua nuova mostra dedicata ai quartieri centrali della capitale e intitolata "La Habana como un chevrolet", il cui catalogo è stato pubblicato nell'ottobre 1999 da Arci Solidarietà di Cesena (tel. 0547 383790, e-mail cesena.arci@linknet.it), con scritti di Raffaele Paloscia, Nino Marcellino, Danilo Manera e Liber Arce Matos. Lo si può contattare all'e-mail graziano@interoffice.it



Fare click sulle immagini per ingrandirle

C'è tutta la Cuba più umana nelle immagini che Graziano Bartolini ha raccolto durante i suoi viaggi, scegliendo di ritrarre quell'isola così colorata con la castità dei bianco e nero, col pudore dei grigi che rendono soffusa anche quella luce tersa e decisa.
C'è lo sbriciolarsi e il rinascere, tutte le contraddizioni di un popolo unico. Ci sono colonne scorticate, vetri tenuti insieme dal nastro adesivo, case dalle stravaganti geometrie, automobili risorte dai rottami e poi palme dondolanti, acquazzoni improvvisi, lucchetti chiusi e braccia spalancate, copertoni forati e baldanzosi galli, bottiglie piene e bottiglie vuote, negozi pieni e negozi vuoti, sguardi pieni e sguardi vuoti. C'è l'esercito della canna da zucchero, così teneramente verde tra il lampeggiare del machete.
Ci sono le capanne sparse tra i campi e i caseggiati labirintici dell'Avana, gli intrichi di fili elettrici e gli slogan sui muri, le grate e i cappelli, la dignità e la pazienza, l'allegria e le biciclette. Ma c'è soprattutto la gente, la gente che s'affaccia, che cammina, che gesticola, che guarda un po' indietro e un po' avanti, che parla, ride, legge, si lamenta, fa la coda, sfugge o cerca l'occhio della macchina fotografica. Sono gesti, movimenti che valicano i contorni obbligati del rettangolo stampato, linee e chiaroscuri che decifrano il mondo, lo inchiodano al suo essere pietra e terra e legno e cielo e qualche volta sorriso. Perché questo romagnolo ispido e sensibile ha per sua disgrazia o fortuna un cuore cubano, un cuore grande e aperto, con tutta l'ingenuità e la delicatezza, il rischio e lo slancio che ciò comporta.


Danilo Manera


Home | Danilo Manera | Spagna | Cuba | Canarie | Bulgaria
| Langhe | Paese Basco | Colombia | Amazzonia | Santo Domingo